There's a revolutionary palm oil alternative: #yeast

L'olio di palma è un olio perfetto per l’industria: alimentare, cosmetica e dei carburanti perché ha un punto di fusione eccezionalmente alto (36-38 °C) ha buona stabilità e resistenza all’ossidazione, tanto da superare lo strutto nelle fritture. Alcuni oli vegetali hanno una delle caratteristiche dell’olio di palma ma mai entrambe. Ecco perché l’olio di palma piace tanto agli industriali che lo adoperano massicciamente per prodotti da forno (biscotti, crackers, merendine, pizze pronte ecc.) e per la cosmetica (shampoo, bagnoschiuma,cosmetici, detersivi ecc.)
I ricercatori presso l‘Università di Bath stanno invece lavorando sul lievito che potrebbe sostituire l’olio d palma. La ricerca fa parte di un programma di ricerca di tre anni tra le facoltà di biochimica e ingegneria chimica facoltà dell’università. I primi test di laboratorio mostrano che il lievito oleoso Metschnikowia pulcherrima o Candida pulcherrima – storicamente conosciuta per il suo utilizzo nel settore del vino del Sud Africa – è in grado di produrre fino a 20 grammi per litro di olio simile al grasso di palma. all’olio di palma. La Metschnikowia pulcherrima si può trovare praticamente ovunque su foglie, frutti e fiori. E i primi sforzi hanno riguardato la raccolta dei diversi ceppi di questo lievito in Vietnam, Sud Africa, Italia, Francia e fortuitamente anche nel campus dell’ Università di Bath. Altra caratteristica della M pulcherrima è la sua capacità di crescere praticamente su qualsiasi materia prima biologica e perciò si spera di poter usare i rifiuti riciclabili come materia prima chiudendo così il ciclo della catena d fornitura.
A differenza delle microalghe, per coltivare i lieviti non occorre luce, il che riduce i costi di produzione e consente una produzione continua. È importante sottolineare che la fermentazione del lievito non richiede terreni agricoli e che i necessari fosforo e azoto si ricavano dalle acque reflue, riducendo ulteriormente i costi. Tuttavia, una questione chiave che riguarda la coltivazione di organismi eterotrofi richiede di mantenerle axeniche. Ossia sono richieste severe condizioni di sterilità e questo aumenta notevolmente il costo di produzione.
Ma il lievito potrebbe competere con l’olio di palma sui costi? Il processo del lievito idealmente varia tra gli 800 e i 900 dollari per tonnellata, più realisticamente siamo sui 1200 dollari per tonnellata, contro l’olio di palma che si paga circa 500 dollari per tonnellata. Nei prossimi mesi, i ricercatori dell’Università di Bath inizieranno i loro esperimenti sulla scalabilità partendo da un bioreattore della capacità di 30-50 litri espandendone fino a 10 mila litri entro la fine di quest’anno. In caso di successo, si spera di arrivare alla fase commerciale in tre, quattro anni. Se gli esperimenti futuri con la M pulcherrima continueranno, indubbiamente occorreranno altri investimenti. Ma i vantaggi sembrano essere molteplici.
Chris Chuck, a capo del progetto di ricerca, stima che l’uso del suolo per la produzione di lievito commerciale potrebbe essere di 10 o addirittura 100 volte inferiore al suolo usato per produrre olio di palma.
Dice Doug Parr, chief scientist di Greenpeace UK: "Le tecnologie che possono produrre olio utilizzabile dai rifiuti, non sono in concorrenza per per l’uso di terreni agricoli dedicati. Sembrano molto promettenti e questo lavoro sembra portare una di queste tecnologie più vicina alla realtà. Però la commercializzazione può rivelare problemi ambientali e pratici che sono mancati nella produzione in piccola scala".

(via TheGuardian)