Export grow for agricultural machinery

Anche il mercato delle macchine agricole e dei trattori sta subendo, almeno in Italia, la crisi che procede di pari passo con l'andamento del settore di riferimento: l'agricoltura. A fine 2012 – secondo i dati di FederUnacoma federazione che rappresenta oltre il 90% dei costruttori nazionali – le immatricolazioni di trattori sono precipitate del 17,4% raggiungendo le 19.343 unità vendute. Il peggior risultato dal 1954, anno in cui in Italia il 43% della popolazione attiva era occupata in agricoltura, mentre oggi siamo a poco meno della metà.

Ma c'è un rovescio della medaglia. L'industria italiana della meccanica agricola è tra le più competitive al mondo, tiene testa ai colossi statunitensi ed esporta oltre il 70% della produzione, sia sui mercati europei che oltre oceano: America Latina e India prima di tutto, mentre si sta consolidando la presenza del made in Italy nell'Africa subshariana.

Per rafforzare la presenza e la dinamicità delle aziende italiane all'estero è stato firmato un nuovo accordo tra Sace e FederUnacoma: iniziativa incoraggiata proprio dalle previsioni Sace secondo cui la meccanica strumentale trainerà le performance dell'export italiano nei prossimi quattro anni, con tassi di crescita medi annui del 9,7%, che saliranno a due cifre per il comparto dei macchinari agricoli. Tra i mercati più promettenti per l'export italiano in questo comparto, Sace segnala crescenti opportunità proprio in America Latina e Africa subsahariana.

Un motivo in più, quindi, per guardare oltre frontiera. In India in particolare, perché – per parlare solo di trattori – ogni anno l'India ne immatricola ben 430mila, con una previsione a 500mila nel breve periodo. Cioè un mercato più grande di Europa e Stati Uniti messi assieme. Ma opportunità per le macchine italiane ce ne sono ovunque: Est Europa, e ex repubbliche russe, l'Iraq, il Nord Africa. Le imprese chiedono solo una cosa: poter contare su un sistema Paese efficiente che accompagni le imprese sui questi nuovi mercati difficili.