New excise tax for alcoholic beverage.

Due decreti legge prevedono una raffica di aumenti delle accise sugli alcolici (oltre all'Iva passata dal 21 al 22%) che, a regime, si tradurrà in un balzo secco del 33%.

Il decreto Cultura è stato già convertito in legge e perciò operativo. Il secondo, il decreto Scuola, prevede un scatto dell'accisa del 12,5% (in vigore dal 10 ottobre) a quale se ne aggiungeranno altri due che scatteranno rispettivamente l'1 gennaio 2014 e l'1 gennaio 2015; entro l'11 novembre il decreto dovrà essere convertito in legge.

Con questi decreti il governo spera di reperire 200-230 milioni dall'inasprimento fiscale.

Federvini stima l'impatto con un incremento (per gli alcolici oltre i 40 gradi) di circa 40 centesimi di euro al litro, solo con la manovra di Ottobre.

Sulla birra si arriverà addirittura a pagare in totale il 47% di tasse con conseguente, ovvio, calo dei consumi di birra di circa il 3% a volume.

Da molti anni i consumi vanno a picco e il gettito del vino è passato dai 656 milioni del 2004 ai 509 dell'anno scorso mentre nei primi sette mesi del 2013 si è attestato a 255 milioni. La birra ha segnato invece un aumento di 100 milioni.

Oltre a ciò, a preoccupare le imprese sono i costi burocratici connessi agli almeno tre ritocchi dei listini e delle fideiussioni sull'alcol verso lo Stato che interverranno nell'arco di soli tre mesi. Insomma se si deve subire una batosta, che almeno questa intervenga in un'unica soluzione.