First evaluation for the law “Salva Olio Italiano”

Le misure anticontraffazione sono una priorità per l'Italia. Con l'olio d'oliva stanno funzionando.

La legge 'Salva Olio Italiano' (legge Mongiello n. 9 del 14 gennaio 2013), a poco più di sei mesi dalla sua entrata in vigore, inizia a dare i primi frutti.

Bilancio più che positivo perché le misure anticontraffazione hanno consentito una più diffusa e adeguata difesa dell'olio d'oliva italiano; la trasparenza dell'etichetta ha sottratto quote di mercato ai prestigiatori e le ha restituite a chi produce e trasforma qualità; i consumatori sono sempre più consapevoli della necessità di pagare un prezzo equo per mangiare un prodotto realmente Made in Italy.

La contraffazione alimentare colpisce certamente l'Italia. Per alcuni tentare di contrastarla è uno sforzo inutile.

La vera sfida, quindi, diventa la prevenzione dei reati, perché la contraffazione alimentare altro non è che un reato. Così l'On. Mongiello ha proposto di istituire nuovamente la Commissione parlamentare d'inchiesta contro la contraffazione proprio per indagare questo specifico ambito dell’azione criminale, così da comprendere come e dove agire per migliorare la legislazione di prevenzione e contrasto di un'attività governata anche dalle mafie e che rappresenta un pericolo costante per la salute dei consumatori oltre ad essere un fattore di alterazione del mercato e della concorrenza.

La contraffazione, paradosso dei paradossi, è però anche utile. Segnala infatti ai produttori e alle nostre aziende delle potenzialità, dei mercati da affrontare ed esplorare col vero Made in Italy.