Anche in un momento di difficoltà economica e di generale calo dei consumi alimentari, alla birra non si rinuncia, specie al bar, al ristorante e in pizzeria.
I dati 2012 relativi al settore birrario, in cui si stima una produzione complessiva di oltre 13 milioni di ettolitri, parlano di una sostanziale stabilità rispetto al 2011. Insieme a un export sostanzialmente stabile a 2 milioni di ettolitri, un fenomeno in costante crescita nel settore è quello delle nicchie di mercato come le birre di frumento, quelle di Abbazia e le artigianali, che segnano margini di crescita nell'ordine del 10-20%.
Un settore in fermento che, in tempo di crisi, è stato in grado di far nascere oltre quattrocento stabilimenti artigianali e di dare lavoro a 4.700 persone.
Nel settore dei pubblici esercizi il volume d’affari annuo legato al consumo di birra si aggira sui 5 miliardi di euro. In particolare, la scelta delle tipologie premium e speciali, che avviene soprattutto nei 150mila bar (per un valore di 1,9 miliardi di euro), 25mila pizzerie e 72mila ristoranti (i due canali toccano assieme i 3,1 miliardi di euro) sta alimentando una maggiore cultura della birra.