GDO and Wine

Sulle prospettive del mercato del vino, il messaggio che arriva dal Vinitaly appena concluso è chiaro: il calo delle vendite in Italia è compensato dall’ottimo andamento delle esportazioni. E in entrambi i casi il ruolo della grande distribuzione (Gdo) è rilevante: per i consumi interni, dato che circa il 65% degli acquisti di vino viene fatto al supermercato; ma anche per l’export, perché la grande distribuzione sta già veicolando vino italiano all’estero e prevede di farlo sempre più.

Come evidenziato dalla ricerca effettuata da SymphonyIRI (scaricabile al link http://bit.ly/10NjCVc) con una flessione del 3,6% a volume per tutto il vino confezionato che vede, per la prima volta, scendere i volumi delle vendite delle bottiglie da 75cl. Le cause sono molteplici: la crisi dei consumi prima di tutto, ma anche la scarsa vendemmia 2012 (circa – 35%), l’aumento dei prezzi delle materie prime, l’aumento dei prezzi del vino a scaffale.

A Vinitaly produttori e distributori si sono interrogati quindi sul futuro del vino in Italia dal momento che le aziende sono sempre più orientate verso l'estero per compensare il calo dei consumi interni di vino.

Si è discusso quindi sulle strategie per il 2013, e per gli anni venturi, per aumentare la presenza delle bottiglie italiane sia sugli scaffali dei supermercati nazionali che esteri.

Ed è proprio l’analisi dell’andamento del mercato nel 2012 a fornire indicazioni per le strategie del 2013: il forte aumento della materia prima che si è verificata nella vendemmia 2012 determinerà nuovi posizionamenti a scaffale ed una contrazione del divario fra vini da tavola e vini a denominazione, rendendo la leva prezzo meno significativa rispetto ad altre leve di comunicazione e di gestione dell’assortimento. La razionalizzazione dello scaffale rappresenterà quindi une delle strategie del 2013.

Nei programmi per il 2013 non manca il ricorso, per quanto possibile, alla leva delle promozioni; secondo Antonio Cordella di Conad: “La promozionalità rappresenta comunque una leva importante che Conad si impegna a coniugare con una profondità di assortimento in grado di valorizzare le territorialità nazionali".

La ricerca di SymphonyIRI riferisce invece di un calo delle promozioni nella Gdo, un dato che deve far riflettere tanto che Giancarlo Gramatica di SymphonyIRI afferma che “Bisogna investire sul prodotto/alimento Vino, investire in comunicazione, investire in nuove occasioni di consumo, senza abbandonare la tradizione”.

Focalizzando sulla GDO estera, il vino italiano può circolare negli scaffali in due modi: attraverso le catene della Gdo operante in Italia, con diverse insegne come Conad, Iper, Despar, Auchan, Carrefour, il Gigante, che sono vere e proprie piattaforme per contattare le catene europee ad esse collegate. Oppure grazie a rapporti diretti tra Gdo straniera e cantine italiane favoriti dalle insegne italiane cui spesso le consorelle estere si rivolgono per indicare cantine e prodotti interessanti da inserire nelle proprie linee di vino a marca commerciale.

Criticità emersa è che i produttori non possono più confrontarsi con la Gdo estera in modo individualista ma in modo coordinato seguendo comuni linee di promozione per garantire un’attività di comunicazione che duri tutto l’anno e che evidenzi la provenienza italiana del prodotto.