Gli ultimi dati economici 2013 sono stati presentati dall' OVSE (Osservatorio Studi Economici Vini Effervescenti) a Villa foscarini (Stra, Venezia) in occasione di "Bollicine2013, focus/forum degli spumanti made in italy".
Anche il primo semestre 2013 è all’insegna dei trend 2012, confermato anche nei tre mesi estivi.
Di questo passo a fine 2013 si potrebbe registrare un record assoluto: superare la soglia dei 35 mld/euro del fatturato agro-alimentare all’estero, con i vini molto prossimi a 5 mld/euro, avvicinandosi al leader mondiale Francia che mantiene le posizioni.
L’export dei vini italiani è in segno positivo ininterrottamente dal 2002, 10 anni di successi, con un raddoppio dei volumi consumati e un aumento del 70% del fatturato. Al 30 settembre 2013 il settore vini fa segnare un +8,1% rispetto allo stesso periodo del 2012, con le bollicine in gran spolvero a +14% in volume e +16,4% in fatturato. L’Europa, con UK, Austria e Germania in testa, recupera in modo sostanziale con un +7,7% dei consumi di spumanti nazionali dopo un periodo di stasi grazie alla GD; i paesi terzi, con Russia, Canada e Usa in testa, rispondono con un +16,8% in quantità, con incrementi ottimi nei canali horeca. Risolte le questioni su dazi e scelte degli importatori, si sono aperte le frontiere in Russia e Cina. Per il vino e per l’alimentare, il mercato Usa è quello più favorevole grazie anche alla ripresa delle importazioni di salumi e formaggi. Asti e Brachetto d’Acqui docg hanno riguadagnato il terreno perduto ritornando ai volumi dei primi 9 mesi del 2010, buon segno. Il Prosecco (docg, doc e spumante) rappresenta circa il 66% dei volumi esportati.
Buoni riscontri arrivano anche da Austria, Svizzera, paesi del nord-est Europa e Canada rappresentando circa il 26% del consumo di spumanti italiani. In questi mercati è molto agguerrita la concorrenza degli spumanti francesi e spagnoli. Se il trend dei 9 mesi prosegue, Ovse presume che nel 2013 saranno consumate nel mondo oltre 290 milioni di bottiglie italiane, per un controvalore sul mercato di poco inferiore ai 3 mld/euro. Ovse registra anche un forte calo dei prezzi mondiali dei vini e bollicine: nell’ordine del 3-5% alla fonte e del 6-8% al consumo, compreso le promozioni.
Sul mercato nazionale vince ancora la discontinuità e infedeltà, complice la rinuncia, il risparmio, gli acquisti prossimali. In forte diffusione le promozioni continue e l’allargamento della gamma di prodotti in vendita promozionale con sconto prezzo o sconto quantità in tutte le catene GDO che garantiscono quasi stabili i volumi e il fatturato.
In sintesi, i consumi nazionali di vini spumanti registrano un calo, sia per quelle nazionali che di importazione, con una spesa globale quasi stabile: Cava e alcune etichette francesi sono stabili di prezzo e volumi, Champagne è ancora in leggero calo di volumi e in valore, un totale di circa 6 milioni di bottiglie. Per gli spumanti nazionali, confermando il trend dei primi 9 mesi, si stima un consumo inferiore a 140 milioni di bottiglie ( -2,6%) e un giro affari intorno a 740 mil/euro ( -1,1%) rispetto all’anno 2012.
