Secondo lo studio, il consumo mondiale di vini fermi (inferiori a 15 gradi) e di vini spumanti è aumentato del 2,8% tra il 2007 e il 2011 arrivando a 2,679 miliardi di casse da 9 litri, cioè l’equivalente di più di 32 miliardi di bottiglie. E a 5 anni, tra il 2012 ed il 2016 il consumo mondiale dovrebbe accelerare la sua crescita, ritrovando il ritmo degli anni 2000-2005 con un +5,3% su 5 anni. E nel 2016, il consumo mondiale si stabilizzerà a 2,873 miliardi di casse da 9 litri cioè l’equivalente di 34,481 miliardi di bottiglie. La crescita del consumo dei vini spumanti, però, è più rapida di quella dei vini fermi. Nel 2011, i vini spumanti rappresentavano il 7,7% del consumo mondiale di vino. La loro crescita in termini di consumo è stata del 4,12% tra il 2007 e il 2011 (sul 2,72% per quella dei vini fermi) e dovrebbe arrivare all’8,52% tra il 2012 e il 2016. Questa crescita è dovuta essenzialmente all’aumento del consumo nei quattro principali mercati mondiali dei vini spumanti (Germania, Francia, Russia e Stati Uniti).
Per lo studio, la Cina, gli Stati Uniti, la Russia e l’Australia sono i motori della crescita del consumo mondiale. Tra il 2007 e il 2011, questi quattro mercati hanno visto il loro consumo progredire di 129 milioni di casse da 9 litri, cioè l’equivalente di 1,55 miliardi di bottiglie. Nel 2010, la Cina è diventata il quinto Paese consumatore di vino al mondo. Nel 2011, gli Stati Uniti sono saliti sul gradino più alto del podio e l’Australia si è classificata fra i primi 10, detronizzando la Romania.