Sembra un mondo saturo visto dai noi italiani, che fin da bambini siamo abituati a vedere una lucente macchina per caffè troneggiare dietro al bancone di ogni bar.
Che infatti copre con la caffetteria, secondo TradeLab, il 40% del fatturato Food&Beverage e con il caffè il 60% delle consumazioni. Eppure la caffetteria negli ultimi due anni è cresciuta in tutte le sottocategorie (caffè normale, decaffeinato, orzo), e caffè al ginseng, ricettati e creme fredde al caffè sono le tre categorie che hanno registrato le migliori performances al bar, con aumenti a doppia cifra. Il settore dunque non resta fermo ed evolve, come ha rilevato l’Osservatorio di Host.
Due sono le strade che ha preso l’innovazione nel mondo del caffè: la tecnologia avanzata, con le funzionalità che riguardano l’Internet of Things, ovvero il controllo a distanza e l’automazione, ma anche il risparmio energetico, e la risposta alle mutate abitudini di consumo, che stanno portando all’ingresso di nuovi attori e nuovi stili nel mercato italiano. Innovazione e tecnologia all’avanguardia del resto sono una necessità per un settore come quello delle macchine per caffè dove la aziende italiane, leader nel mondo, esportano il 72% della produzione.
Secondo Ucimac, Costruttori Italiani Macchine per Caffè Espresso ed Attrezzature per Bar, tra il 2009 e il 2014 il fatturato delle imprese associate (l’89% del totale) è raddoppiato, segnando un deciso +220%, mentre nel suo complesso il settore ha fatturato 472 milioni “L’alta tecnologia viene sempre più spesso richiesta dai mercati esteri, soprattutto in quei Paesi dove l’espresso non è un’abitudine ma un modo alternativo di consumare il caffè. Essendo più sofisticati, ricercano aspetti qualitativi superiori rispetto ai loro caffè tradizionali” ha sottolineato il presidente Maurizio Giuli.
“L’innovazione nel campo delle macchine per caffè si sta muovendo in tre direzioni – dice Carlo de Sordi, sales & marketing manager Sanremo Coffee Machines –: sistema multiboiler, controllo gravimetrico, controllo di pressione. In un momento in cui l’espresso cresce nei mercati emergenti, e in cui nicchie come Specialty coffee, tostato fresco, fairtrade, monorigine e biologico avanzano, è necessario intercettare nuovi canali, come gastronomia e pasticceria, che ci spingono alla ricerca del dettaglio per garantire il miglior risultato in tazza”. Le superautomatiche oggi grazie all’Internet of Things, l’estensione di Internet al mondo degli oggetti, dialogano a distanza con l’operatore che può analizzare i dati di consumo e aggiornare il software, regolare le ricette e personalizzare le immagini dell’interfaccia. Ma innovazione significa anche riduzione dei consumi e attenzione all’ambiente, come sottolineano da Gruppo Cimbali, che, nel mondo, ha una quota di mercato pari al 25% delle macchine tradizionali. Largo dunque all’uso di materiali eco-compatibili e riciclabili e all’impiego di detergenti ecologici per la pulizia delle macchine. Il caffè è insomma entrato nel terzo millennio e se la cava egregiamente anche nel mondo delle app, dei social e dei foodie. Senza vendere la sua anima di bevanda corroborante, ma anche aromatica e gourmand. In questa direzione va l’App di Caffè Ottolina che segnala i locali “dove si è certi di bere un buon caffè”, con prezzi, menù e promozioni. “Il caffè è un mondo in costante evoluzione. Il bar tradizionale sta sparendo, oggi ci sono le catene che offrono caffè e bakery, alcuni locali hanno un approccio a pranzo che incontra i trend del naturale e del vegetariano, e richiedono il caffè biologico, o certificato, per coerenza di offerta – spiega il titolare, Remo Ottolina –. Il consumatore è più attento alla provenienza delle miscele, il caffè non è più solo un prodotto dato per scontato. Però il bravo barista ha nuovi modi di farsi conoscere”. Ad esempio tramite le App, o i social.
