Forte crescita dei birrifici italiani

Una rinascita partita dal basso, spesso lontana dalle grandi logiche di mercato, dal 1995, in Italia, ha portato allo sviluppo di un nuovo spirito birraio. In Italia ci sono circa 600 microbirrifici e oltre 16 stabilimenti industriali, con una reputazione internazionale in fortissima crescita e con consumatori incredibilmente innamorati dei prodotti.
“Per quanto riguarda le materie prime – sostiene l’esperto di settore Antonio Massa – siamo costretti ad importarne dall’estero oltre il 90%. Specialmente per il luppolo si parla della quasi totalità, in arrivo da Usa, Gran Bretagna, Belgio, Germania, Europa dell’est e perfino dalla Nuova Zelanda.”
Dato il successo dei nostri birrifici, in termini di saperi artigianali, export e valore, il paragone con l’evoluzione del mondo del vino viene subito alla mente. Un mondo, quello del vino italiano, che per tante ragioni dovrebbe essere un modello in cui l’aspetto più significativo è forse quello legato alla capacità sviluppata negli anni, di mettere a sistema le opportunità di produzione agricola.
Se sarà possibile mettere in connessione il mondo della birra e i produttori agricoli creando un modello di sviluppo sostenibile, sarà realizzabile un’ulteriore passo in avanti dell’agricoltura italiana in grado di incidere sul piano economico creando ricchezza. Sul piano del lavoro si favorirebbe l’occupazione, specialmente quella giovanile e sul piano ambientale, alla riqualificazione di zone abbandonate si affiancherebbe la capacità dimostrata dal settore della birra di utilizzare la “filiera a valle” per le produzioni agricole.