Pasta, olio, carne e pesce addio. Con l'embargo decretato dalla Russia nei confronti dei prodotti agroalimentari provenienti da paesi dell'Ue, dagli Usa, ma anche da Australia, Canada e Norvegia, l'Italia perde un mercato che cresce al ritmo del 10% annuo e che nel 2013 valeva già oltre i 700 milioni di euro.
L’Unione Europea esporta il 5 per cento dei suoi prodotti alimentari in Russia che a sua volta compra il 30 per cento del suo cibo dall’Unione Europea.
Le esportazioni alimentari dell’Unione Europea di frutta e vegetali in Russia valgono ogni anno circa tre miliardi di euro su un totale di più di 120 miliardi di esportazioni di altri prodotti.
Si salvano vino, alcolici e bevande, il cui export verso la Russia vale da solo 375 milioni di euro l'anno.
