Salumi italiani: export 2015 pari a 1,35 miliardi di euro per 165 mila tonnellate esportate.
Nel 2015, rileva l’associazione di categoria ASSICA, la produzione nazionale di salumi – dopo quattro anni di flessioni – è tornata a crescere arrivando a circa 1,176 milioni di tonnellate da 1,165 milioni dei dodici mesi precedenti (+0,9%). Sulla scia della produzione anche il fatturato ha mostrato un incremento, salendo a 7.875 milioni di euro (+0,7%).
“Il 2015 è stato senza dubbio anche l’anno del grande successo di Expo – ha affermato Nicola Levoni, Presidente di ASSICA –. Abbiamo registrato passi avanti nel superamento delle barriere non tariffarie che limitano il nostro export. Speriamo che il 2016 sia finalmente l’anno in cui vedremo importanti aperture”
Solo eliminando le barriere tariffarie il made in Italy di carni e salumi esporterebbe 250 milioni di euro in più l’anno, a parità di tutte le altre condizioni. Auspici che sembrano confermati dai dati del primo trimestre: un insperato +10%.
“Ma il 2015 è stato anche l’anno in cui, a partire da fine ottobre, si è scatenata una crisi mediatica sulle carni e sui salumi. Tutto ciò ha gelato la piccola ripresa estiva dei consumi, incidendo anche sui primi mesi del 2016” ha continuato Levoni. In effetti in un quadro dove spiccano le luci quella dei consumi interni è l’ombra più evidente, con uno dato stagnante al -0,4%.
Esportazioni invece in primo piano, dunque: per quanto riguarda i mercati di riferimento brillante performance dell’export salumi nella UE: +13,2% in quantità per oltre 135.000 tonnellate e un +7,3% in valore per oltre 1 miliardo di euro. Spicca la performance verso la Spagna ma contributi positivi sono arrivati da quasi tutte le principali piazze di riferimento: Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Svezia.
Positivi anche gli scambi con i Paesi terzi che hanno registrato un +0,7% in quantità per 30.250 ton e un +6,8% in valore per 302,1 milioni di euro. Oltre i confini comunitari il 2015 è stato un altro anno dominato dagli scambi con gli Stati Uniti, primo mercato di riferimento, con 8.750 ton (+18,9%) per oltre 105,8 milioni di euro (+22%).
Del resto i produttori si muovono da tempo in questa direzione. “Noi nasciamo come azienda già export-oriented e oggi la quota di prodotti che vanno all’estero è intorno al 42% – testimonia Daniele Cremonesi, Amministratore del Salumificio San Michele –. Il nostro mercato tradizionale è l’Europa, ma di recente abbiamo acquisito uno stabilimento in possesso delle certificazioni per esportare in USA, Giappone e altri Paesi, quindi ora il nostro obiettivo è espanderci sui mercati oltreoceano”.
Nel complesso il fatturato dell’export italiano di salumi nel 2015 è stato pari a 1,35 miliardi di euro per 165 mila tonnellate esportate.
