Street food, la nuova frontiera

Numerosi dati lo confermano: lo street food sembra essere il fenomeno dell’anno. È indiscutibile, il cibo di strada si sta diffondendo a macchia d’olio anche in Italia.
Il cibo di strada, semplice, economico e saziante per antonomasia, sta velocemente suscitando l'interesse di chef di fama mondiale, critici gastronomici, consumatori e giovani imprenditori.
Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, sono 2.5 i miliardi di persone che ogni giorno si sfamano con lo street food: un terzo della popolazione mondiale.
Lo street food è oggi una moda gastronomica, ma la sua vera natura è quella di essere un pasto pratico, trasportabile e consumabile in movimento; inoltre i fattori ottimizzazione-tempo ed economicità influiscono notevolmente. Secondo Coldiretti, infatti, complice l’effetto crisi, dall’estate 2013 i consumi nei ristoranti sono diminuiti dell’11% e dal 2010 al 2011 sono invece cresciute del 7% le imprese di ristorazione senza somministrazione del servizio.
Lo street food è un pasto veloce e divertente e, in aggiunta, la scelta è davvero infinita. L’Italia, che con Palermo si aggiudica il 5° posto nella top ten delle capitali mondiali del cibo di strada (Forbes), offre soluzioni per tutti i palati, a seconda anche delle tradizioni regionali: dallo “sciatt valtellinese” alla “fogassa ligure”, dalla “piadina romagnola” al “cannolo” e alle “arancine siciliane”. Certo, i grandi chef non perdono l'occasione di reinterpretare i grandi classici in nuove varianti: dall’hamburger di tartare della coppia milanese Nespor-Ronconi ai panini con ingredienti selezionatissimi dell’Ape Gourmet Virgilio, firmati dalla chef stellata Aurora Mazzucchelli.
Pur non creando ancora un settore a sé riconosciuto, lo street food genera occupazione e profitti e ben lo sanno gli imprenditori del settore. E se poi fa tendenza, meglio ancora. Nicola Farinetti, responsabile di Eataly nella capitale, ha festeggiato il primo compleanno della nota catena alla ex stazione Ostiense con una integrazione-interazione tra street food italiano e internazionale da offrire ai propri clienti. Una scelta non casuale in un momento di boom come questo.