Forse non c’è un comparto che, più di quello agricolo, dimostri quanto sia necessario parlare non di innovazione, al singolare, ma di innovazioni, al plurale, quando si parla del futuro di un determinato settore. Innovare, in agricoltura, vuol dire molte cose: vuol dire introdurre tecnologia che andrà a rinnovare prodotti e processi ma significa anche migliorare l’attività in termini di sostenibilità ambientale e di efficienza tecnica ed economica.
Un insieme di sfide non da poco che chiamano in causa l’essenza stessa dell’agricoltura che non è, per l’uomo, solo un’attività produttiva ma rappresenta la fonte del sostentamento biologico ed ecco perché chi si occupa di agricoltura sta parlando, in sostanza, del futuro dell’umanità. Senza innovazioni integrate, tutte quelle sopracitate, la sfida del futuro di una umanità sempre più popolosa, non potrà essere vinta: “L’agricoltura nei prossimi decenni sarà chiamata a sfamare una popolazione mondiale che nel 2050 raggiungerà i 9 miliardi di persone” ha spiegato il Presidente di Veronafiere, Maurizio Danese, inaugurando ieri la 112ª Fieragricola di Verona, la più importante manifestazione in Italia dedicata al settore primario, in programma fino a sabato 6 febbraio. “Per vincere questa sfida è necessario puntare su innovazione e sostenibilità.” In caso contrario, non sarà possibile raggiungere quell’aumento del 70% della produzione alimentare che FAO stima necessario per tenere il passo.
L’innovazione a 360°, quindi, come strumento per utilizzare al meglio le risorse e provvedere al sostentamento globale.
Questo è il cuore di Fieragricola quest’anno, appuntamento per riflettere sulla necessità di prevedere strategie a supporto di un comparto che ha la responsabilità di efficientarsi, garantendo sostenibilità ambientale e accesso alle risorse.
Fieragricola contribuisce a fare il punto su un ecosistema che in Italia conta 1,4 milioni di aziende, delle quali 800mila professionali e 200mila zootecniche (anno 2013), sempre più orientate a praticare agricoltura multifunzionale (113mila, +48% sul 2010), e con 1,1 milioni di occupati che salgono a quasi 1,6 milioni considerando tutta la filiera agroalimentare. Filiera che nel 2015 ha fatturato 135 miliardi di euro, con un export che nei primi 11 mesi dell’anno ha toccato i 33,7 miliardi di euro.
E c’è fiducia nel futuro se è vero che, come dimostra la ricerca esclusiva di Fieragricola realizzata su un campione di 1.000 aziende italiane del settore, che gli operatori ipotizzano un aumento generale del mercato per il proprio settore di riferimento nel 29% dei casi, con un balzo di 5 punti percentuali rispetto al 2014. Nel prossimo triennio le aziende intervistate hanno programmato investimenti fino a 600mila euro, confermando un clima di ottimismo.
Fonte www.techeconomy.it
