When the champagne becomes pink
A metà degli anni '80 lo Champagne rosato fu creato da un uomo, Allan Cheesman, che suggerì ai suoi addetti al marketing di sottolineare il particolare metodo di produzione di tale champagne, basato sul metodo Saignée, che prevede l'inserimento di mostro di uve nere nel processo di vinificazione, in contrasto con l'abusato metodo di aggiungere un po' di vino rosso fino al raggiungimento del colore desiderato. Questa specificazione di qualità consentì allo Champagne rosato di ottenere un successo travolgente.
L'industria di Champagne, dopo tale successo, iniziò a credere di avere la strada spianata, aumentando la produzione di rosato. Il problema dello Champagne, però, è che prevede lunghi tempi di consegna. La domanda iniziò a temporeggiare e nel 1991, nell'esatto momento in cui si fu pronti a consegnare nuove forniture di champagne, ci fu la recessione e le vendite di rosato crollarono fino alla fine del decennio. 
Gradualmente si sono risollevate e ora, dopo 17 anni, si può affermare che lo Champagne rosé sta vivendo più di un temporaneo picco di vendite.
Quasi ogni produttore ha almeno un rosato nella sua gamma: il rosa non è più una moda passeggera. Uno dei vantaggi del rosato è che ha dato ai produttori un'opportunità per migliorare il processo di produzione. 
Ma perchè lo champagne roseè è così sproporzionatamente costoso?
Dopo l'implosione del mercato nel 1991, molti produttori di champagne hanno messo un sovrapprezzo sulle loro vendite di  rosé per coprire il costo dell'eventualità ritrovarsi con i magazzini pieni.  Attualmente la differenza di costo è di circa il 20% per il non-vintage.
Inizialmente è stata una semplice decisione precauzionale di business: se il pubblico avesse voluto il rosato avrebbe dovuto accettare simili decisioni ed essere disposto a pagare per esso: ovviamente lo era. 
Ora, tuttavia, dopo 17 anni di costante crescita delle vendite, il mercato dello Champagne rosato non è più a rischio come una volta, ma il sovrapprezzo non sparirà ormai più.