Brazil, fertile market for olive oil.

In meno di dieci anni è l'extra vergine a conquistare i consumatori brasiliani: in quattro anni le importazioni sono quasi raddoppiate.

Secondo i dati Coi il Brasile ha importato nel 2012/2013 74.873 tonnellate di oli d'oliva con una crescita del 5% rispetto alla campagna olearia precedente: una crescita del 70% in pochi anni, considerando che, nel 2008/09 era di poco più di 30.000 tonnellate.

Nel 2002/03 l'extra vergine rappresentava il 39% degli oli d'oliva nel paese. Oggi è il 73%, contro il 25% di olio d'oliva e il 2% di sansa d'oliva. Di questo passo in pochi anni il Brasile avrà le stesse percentuale di consumo dell'Italia tra gli oli di oliva. Allora si potrà anche cominciare a differenziare con successo all'interno del mercato dell'extra vergine.

Ed è l'Europa a farla da padrone nel mercato brasiliano, rappresentando l'88% delle importazioni: primo esportatore il Portogallo (57%), seguito da Spagna (25%), Italia (6%) e Grecia (1%).

Se l'Italia vuole conquistare fette di mercato consistente, deve iniziare ad investire in una corretta cultura olearia perché in Brasile la sensibilità è evidente e le disponibilità economiche stanno crescendo. Un mercato "vergine", da cogliere al volo.