La campagna olearia 2013 non sarà certamente un’annata memorabile.
La raccolta del 2013 si è svolta tra i molti problemi che hanno colpito in maniera più o meno accentuata le zone olivicole del nostro paese; primo fra tutti il clima che da questa estate ci accompagna dispettosamente: temperature anomale, maturazione tardiva, tanta mosca e rese basse.
Le prime settimane di raccolta sono state generalmente segnate da rese bassissime e oli poco profumati con grande dispiacere dei produttori e difficoltà dei frantoiani.
In definitiva, sembra essere stata una campagna che lascia una sensazione di insoddisfazione generale e poco entusiasmo. Nel complesso non è andata bene come in Portogallo o in Spagna ma non è andata male come in Grecia che questo anno è praticamente rimasta a secco di olio.
In base alle stime Ismea, la produzione di oli di oliva si attesterebbe a 480mila tonnellate, l'8% in meno rispetto al dato (provvisorio) diffuso da Istat e relativo al 2012. Al calo della produzione di solito si accompagna un aumento del prezzo, ma non stavolta. Infatti la Spagna, uno dei nostri principali concorrenti nel settore oleicolo-olivicolo, dopo il calo della produzione dello scorso anno ha recuperato e bene, con una forte ripresa che porta la produzione iberica oltre il milione di tonnellate. E siccome la produzione spagnola influenza il mercato, il prezzo è previsto in discesa.
