International wine market still growing.

Secondo le stime del Corriere Vinicolo (Unione Italiana Vini), elaborate sull’andamento del primo semestre dei principali Paesi importatori ed esportatori, il commercio mondiale di vino chiuderà l’anno in crescita; il totale 2013 si attesterà a 35 miliardi di dollari, pari a una crescita del 5% sul 2012.

Tutti e tre i principali segmenti del mercato sono previsti in crescita: il tasso più alto (+10%) rimane appannaggio del vino sfuso, grazie alla salita vertiginosa dei prezzi dei prodotti della vendemmia 2012, che verrà diluito solo in parte dall’effetto calmierante del raccolto 2013, previsto regolare un po’ in tutto il mondo.

Crescita anche per i vini confezionati, a 24,9 miliardi di dollari (+5%), e per gli spumanti, il cui saldo finale dovrebbe oscillare attorno a +3-4%, a 5,8 miliardi.

La scarsità di prodotto patita nel 2010 e nel 2012 si legge chiaramente come effetto diretto sull’impennata dei valori degli scambi: sul confezionato, tra 2010 e 2013 si guadagneranno circa 5 miliardi di dollari (da 20 a 25), sugli sfusi il saldo sarà positivo per 1,2 miliardi (da 4,6 a 5,8).

Se l’Italia dovesse mantenere il ritmo di crescita registrato nel primo semestre, chiuderebbe l’anno a 900 milioni di dollari di esportato (+15%), ritrovandosi con 2 punti percentuali in più di share sul commercio globale, al 16%, contro una Francia che chiudendo a +2% di crescita annuale vedrebbe il suo peso ridursi di un altro punto percentuale, al 55%.

Secondo Coldiretti (su base dei dati Istat sul commercio estero del primo quadrimestre del 2013) a fare segnare il miglior risultato al di fuori dai confini nazionali è lo spumante italiano la cui domanda cresce addirittura del 19% nel 2013. Oltre la metà del fatturato estero viene realizzato nell’Unione Europea dove le esportazioni di vino crescono del 10% come avviene negli Stati Uniti. La Germania si conferma il primo mercato per le bottiglie italiane, con una crescita del 13%, ma l’export va a gonfie vele anche in Francia (+12%) e Gran Bretagna (+8%). Un vero e proprio boom si registra però in Russia, dove gli acquisti di vino italiano sono cresciuti del 32%. Crescita record (+30%) anche in Australia.