In controtendenza rispetto all’andamento generale nel mese di Febbraio sono cresciute del 2 per cento le esportazioni agroalimentari.
E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, sui dati Istat del commercio estero, che confermano la strategicità del buon cibo italiano nel trainare la ripresa economica.
Il vino, secondo Coldiretti, è il prodotto agroalimentare piu’ esportato con un valore record di 4,7 miliardi di euro nel 2012 seguito dall’ortofrutta fresca, dalla pasta e dall’olio di oliva che sono i componenti base della dieta mediterranea riconosciuta in tutto il mondo per le sue qualità salutistiche.
Nel solo 2012 le esportazioni dell'olio "made in Italy" hanno registrato un aumento del 3,5% e il 70% e' "extra vergine", pari a 416 mila tonnellate, con una progressione del 3,5% rispetto al 2011. AGli oli di maggior pregio (extra e vergini) concorrono al 70% delle vendite all'estero.
Il made in Italy vola con buoni risultati verso gli Usa, con 133 mila tonnellate di olio esportato, in Germania dove si sono raggiunti livelli di 48 mila tonnellate di olio esportate ( +6,6% in volume e +3,2% in valore), e in Giappone, dove la performance e' migliorata di molto, con una crescita del 24% in quantita' e del 20% in valore. Tra i Paesi nuovi consumatori si segnalano Cina e Russia, con un incremento dell'export del 18% sia in volume, sia in valore.
Conferma dell'interesse degli USA per l'olio italiano, la classifica del "The Best Olive Oils in the World for 2013", organizzato dalla testata specializzata Olive Oil Times, con il supporto dell'International Culinary Center di SoHo e di Fairway Market.
653 oli, provenienti da 22 paesi, dell'emisfero nord e sud, tutti giudicati da una giuria composta da 16 assaggiatori provenienti da Italia, Spagna, Croazia, Grecia, Francia, ma anche Turchia, Giappone, Stati Uniti, Tunisia e Cile, con panel leader Gino Celletti.
L'Italia tiene lo scettro della qualità, con 83 delle 261 medaglie assegnate, seguita dalla Spagna con 51 riconoscimenti e dagli Usa con 36.