A snapshot on spirits market

Dallo studio di Vinexpo-Iswr ( http://www.vinexpo.com/en/studies/global-current-and-future-trends-2015/) dedicato al panorama mondiale del vino e dei distillati, emerge chiaro il profilo del mercato dei distillati.

Dal punto di vista del mercato mondiale dei distillati, la prima area di consumo è l’Asia-Pacifico, dove, nel 2011, è stato realizzato il 61,5% del consumo mondiale. Questo consumo è in forte aumento (+74,31% tra il 2007 ed il 2011), tuttavia la crescita dovrebbe rallentare tra il 2012 ed il 2016 secondo lo studio Vinexpo (+13,63%). Il Baijiu (alcol bianco a base di sorgo, di frumento o di riso), consumato in Cina (primo paese consumatore di distillati al mondo), rappresenta d’altronde da solo più di un terzo del volume di distillati consumati al mondo.

Nel particolare, il consumo mondiale di vodka si stabilizza, quelli del rum e dei brandy continuano a svilupparsi. Tra il 2007 ed il 2011, infatti, il consumo mondiale di vodka è diminuito del 4,93%, ma, secondo le previsioni, dovrebbe nuovamente progredire dell’1,56% tra il 2012 ed il 2016. Nel 2011, nel mondo sono state consumate 491,68 milioni di casse di vodka. Parallelamente, il consumo dei brandy (ad eccezione di cognac e armagnac che hanno evidenziato un periodo di consumo quasi stabile tra il 2007 ed il 2011 (-0,92%) e dovrebbero risollevarsi con una crescita del loro consumo mondiale del 12,22% tra il 2012 ed il 2016) ha registrato una crescita del 23,24% e quello del rum è salito del 22,32% tra il 2007 ed il 2011.

Per quanto riguarda il fatturato, quello realizzato dalla vendita di distillati a livello mondiale è aumentato del 43% nei 5 anni tra il 2007 ed il 2011 (+32,64% per l’aumento dei volumi consumati nello stesso periodo). L’Asia rappresenta tuttavia soltanto il 48,6% del fatturato realizzato (per il 61,5% dei volumi consumati) ed il fenomeno di “premiumisation” osservato in particolare in Cina continua.